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L’Aikido è un’arte marziale relativamente moderna (nel 1942 assume infatti formalmente questo nome staccandosi dall’Aikijutsu ) e la sua storia coincide in massima parte con la vita e la ricerca del suo fondatore Morihei Ueshiba. O Sensei (grande maestro) Ueshiba fu un uomo profondo e inquieto che elevò la sua ricerca di marzialità in cammino morale e spirituale, alla continua ricerca delle radici della tradizione del BUDO giapponese e probabilmente del significato profondo della sua vita
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Proprio per migliorare le sue condizioni di salute, il padre incitò Morihei a praticare il Sumo e il nuoto. La madre Yuki era una donna colta e pia che indirizzò il giovane figlio allo studio della religione Shinto. Terminati gli studi all’accademia dell’Abaco, Morihei trovò lavoro presso l’ufficio locale delle tasse. Si interessò ai problemi sindacali dei pescatori locali partecipando all’attività di protesta per la riforma delle leggi sulla pesca. Le dure repressioni che seguirono spinsero il padre a mandare Morihei a Tokio dove quest’ultimo, assieme ad un parente, fondò la “Compagnia Ueshiba”, un piccolo commercio di articoli di cancelleria. Siamo nel 1902 e Morihei intraprese lo studio di Jujutsu della scuola Tenshin Shin’yo e il Kenjutsu della scuola Shinkage.A distanza di un anno Morihei si ammalò nuovamente, lasciò il commercio e tornò a Tanabe dove si sposò con Hatsu Itogawa, una lontana parente per la quale conservò sempre un profondo affetto; la moglie approvò sempre le scelte, anche se a volte azzardate, di Morihei. Nel 1903 Morihei decise di rinforzare il suo corpo con un duro lavoro fisico ricercando la “forza pura”.Iniziò il primo studio continuativo in una scuola di arti marziali tradizionale, la Goto-ha-yagyu Ryu dove praticò Jujutsu e l’uso delle armi: Katana (spada), Yari (lancia diritta),Jo (bastone).
L’evento più importante del soggiorno di Morihei ad Hokkaido fu il suo incontro, nel 1915, con Sokaku Takeda, un gran maestro di Jujutsu della scuola Daito. Sokaku discendeva da una famiglia di samurai che lo iniziò sin da piccolo alle tecniche marziali. Condusse una vita itinerante per gran parte della sua gioventù alla maniera dei Ronin, i samurai senza signore, studiando presso vari maestri e sfidando in combattimenti mortali chiunque incontrasse per la sua strada. Fu certo uno degli ultimi grandi guerrieri del Giappone antico, ma il suo carattere sanguinario non aveva la tensione spirituale del suo futuro allievo.
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Negli anni successivi la stupefacente abilità di Morihei venne riconosciuta in tutto il Giappone. Grazie anche al lavoro del figlio Kisshomaru, l’Aikido si espanse sempre più attirando l’attenzione perfino di studenti occidentali La seconda guerra mondiale impose un freno all’attività: O Sensei, addolorato per il massacro causato dalla guerra e per il comportamento disonorevole del suo paese, si ritirò a Iwama, un villaggio di campagna dove costruì un Tempio “Aiki” e un Dojo all’aperto. Dopo la sconfitta del Giappone, Ueshiba consolò i suoi discepoli dicendo: “Invece di fare da stolti la guerra d’ora in poi faremo la pace: il vero scopo dell’Aikido. Ci addestreremo a prevenire la guerra, ad abolire le armi nucleari, a proteggere l’ambiente e a servire la società".Al termine della guerra, durante l’occupazione americana, l’Aikido fu la prima Arte Marziale alla quale fu permesso l’insegnamento in virtù della sua etica di Armonia. Mentre cominciava la lenta diffusione dell’Aikido anche fuori del Giappone ad opera dei migliori allievi, Morihei continuò a perfezionare il suo stile e ad addestrare i suoi allievi al significato profondo della sua arte. Ormai ottantaseienne, il Maestro Ueshiba morì il mattino del 26 aprile 1969 dopo una breve malattia
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